Memory and Resistance: April’s Book of the Month

Memoria e Resistenza: il Libro del Mese di Aprile

Dopo aver esplorato a marzo le teorie di Nassim Nicholas Taleb ne Il Cigno Nero, riflettendo sull’imprevedibilità e sulla capacità di trarre vantaggio dall’incertezza, per il mese di aprile abbiamo scelto di posare lo sguardo sulla Storia e sulle radici della Libertà. 

LiLi Community vuole promuovere la lettura in lingua madre e bilingue, ma la nostra missione va oltre: vogliamo essere uno spazio di riflessione su temi fondamentali come la memoria storica e l’impegno civile. È proprio questo spirito che ha guidato la scelta del Libro del Mese.


Piccoli editori per grandi storie

In Italia il 25 aprile celebriamo la Festa della Liberazione, il momento in cui nel 1945 si pose fine alla dittatura fascista grazie al sacrificio dei Partigiani. Sono passati molti decenni da quei giorni, eppure ricordare gli eventi della Resistenza rimane un atto necessario per evitare che l’oscurità del passato possa ripetersi. Sebbene la letteratura italiana vanti classici intramontabili su questo tema, abbiamo scelto di dare voce a una realtà editoriale locale, Selvatiche Edizioni, per valorizzare quella cura e quella qualità che spesso i grandi editori rischiano di non avere. Il volume che vi presentiamo è Mora e Gibin. Due ragazzi d’oro scritto da Angelo Vecchi.

Il libro ricostruisce con profonda sensibilità il tragico epilogo di Ernesto Mora ed Enzo Gibin, uccisi a Cressa il 23 febbraio 1945, in un episodio ancora profondamente impresso nel cuore del territorio novarese. Attraverso le pagine di Angelo Vecchi, riemergono le loro passioni quotidiane, il lavoro in fabbrica e la consapevole scelta di unirsi alla lotta partigiana. È un racconto che non solo onora la militanza antifascista delle loro famiglie, ma restituisce piena umanità a due ragazzi che videro i propri sogni spezzarsi a un passo dalla Liberazione.


Una Resistenza senza confini

Per noi di LiLi Community, parlare di Resistenza oggi significa esprimere gratitudine verso chi ha lottato per consegnarci la democrazia, ma vogliamo anche riconoscere che la Resistenza non è un concetto del passato o limitato ai confini nazionali. La Storia ci insegna che, ancora oggi, popoli e minoranze come gli zapatisti del Chiapas, i Palestinesi o i Curdi lottano quotidianamente per la propria dignità e i propri diritti. Rendere omaggio alla nostra Liberazione significa dunque volgere lo sguardo a chiunque nel mondo resiste oggi come ottant’anni fa in Italia. Il 25 aprile non è quindi una semplice ricorrenza sul calendario o un giorno di riposo dal lavoro, ma un impegno collettivo di memoria, consapevolezza e profonda gratitudine.

 

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