SalTo: Più di una fiera, un viaggio tra le pagine
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Per chi non lo sapesse, il Salone Internazionale del Libro di Torino (per gli amici, il SalTo) è la più importante manifestazione italiana legata all’editoria. Ogni anno, a maggio, i padiglioni del Lingotto Fiere si trasformano in una città parallela fatta di chilometri di scaffali, incontri con autori da tutto il mondo e migliaia di lettori affamati di storie. È un rito collettivo che trasforma Torino nella capitale mondiale del libro.
Perché amiamo così tanto fare la fila?
Per noi appassionati, il Salone è un appuntamento fisso. Certo, ci vuole una pazienza infinita: le code iniziano settimane prima per l’acquisto dei biglietti online e continuano davanti ai tornelli, ai firmacopie e alle sale conferenze.
Ma allora, perché continuiamo a tornarci? Secondo me, il segreto è che il Salone è un’esperienza sensoriale totale. È il colpo d’occhio dei mille colori delle copertine, il profumo inconfondibile della carta stampata, quel brusio costante di voci che riempie gli stand e il piacere tattile di sfogliare volumi che non troveresti mai tutti insieme altrove. Fuori dal Lingotto, un’atmosfera del genere è semplicemente irripetibile.
Uno specchio del mondo
Il Salone non è solo commercio; è lo specchio della nostra società. I libri diventano spesso lo strumento per interpretare i bisogni del presente. Ricordo, ad esempio, come durante una delle crisi economiche del nostro Paese nacquero tantissime case editrici specializzate in cucina: era la risposta dell’editoria a chi aveva bisogno di risparmiare, senza però rinunciare al piacere del buon cibo. Il mondo dei libri ascolta e risponde.
Il mio Salone: da una parte e dall’altra dello stand
Ho vissuto il Salone in diverse occasioni, ma ogni volta indossando una “divisa” differente. Il mio debutto al SalTo, ad esempio, è stato interamente dietro le quinte: mi sono ritrovato ad aiutare un piccolo editore nell’allestimento dello stand e, nei giorni successivi, a proporre i suoi libri al pubblico. Vivere l’evento “al di qua” del bancone è stato magico: mi ha permesso di incrociare gli sguardi curiosi dei lettori e intercettare i loro sorrisi nel trovare, finalmente, quel titolo che cercavano da tempo.
Qualche anno dopo, il ritorno al Lingotto ha avuto tutto un altro sapore, quello dello studente del Master in Professione Editoria Cartacea e Digitale. È stata un’edizione decisamente più consapevole: ho iniziato a guardare i volumi non solo come storie, ma come prodotti complessi, scoprendo da vicino cosa significhi davvero lavorare tra gli ingranaggi di questo settore.
Quest’anno l’emozione raddoppia! Sarò al Salone in una veste ancora nuova, la più bella: quella di libraio. La nostra libreria LiLi Community, è stata selezionata tra i partecipanti al contest Il Salone in Libreria (potete leggere qui l’articolo dedicato): per noi questo è già stato un traguardo incredibile, un riconoscimento al lavoro che facciamo ogni giorno tra gli scaffali. E adesso non vediamo l’ora di scoprire nuovi editori, stringere la mano a vecchi amici e tornare a casa con la testa piena di nuovi sogni e progetti.
Ci vediamo a Torino il 16 maggio!