Science Explained to Children in Three Languages: A Chat with Erika Riva

La scienza spiegata ai bambini in tre lingue: due chiacchiere con Erika Riva

Incontrare storie speciali è uno dei regali più belli della nostra attività, e quella di Erika Riva, fondatrice della collana La Mangouste Curieuse, ne è una conferma perfetta.

Abbiamo avuto il piacere di conoscerla durante l’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il suo progetto ci ha subito colpiti per la profonda affinità con la nostra visione, in particolare per l’attenzione al multilinguismo visto come strumento di inclusione e crescita.

Di seguito trovate la nostra chiacchierata con Erika, che ci ha raccontato come un dubbio infantile sulla pizza si sia trasformato in un’avventura editoriale d’eccellenza.

1. Erika, la tua storia nasce da un dottorato e da una semplicissima domanda di tuo figlio sulla pizza. Com’è stato il passaggio dai laboratori di ricerca al mondo dell’editoria indipendente?

È stato un percorso che è maturato nel tempo. Ho sempre avuto una grande passione per i libri e per l’educazione dei bambini, ma non avevo mai avuto l’opportunità di dedicarle lo spazio che meritava. Poi in un periodo particolare della mia vita professionale, ho sentito che era arrivato il momento di seguire anche questa passione e di creare qualcosa che mi rappresentasse.

La spinta iniziale è arrivata, senza che lui se ne rendesse conto, da mio figlio. Un giorno mi ha chiesto che cos’era il lievito. Gli ho risposto che è una cellula e, naturalmente, la domanda successiva è stata: “Che cos’è una cellula?” Ho cercato di spiegarglielo con le parole più semplici possibili, adatte a un bambino di tre anni. Parlandone poi con mio marito, ci siamo resi conto che non esistevano libri capaci di spiegare ai bambini concetti sul mondo che ci circonda in modo semplice, accessibile ma allo stesso tempo rigoroso.

Da questa riflessione è nata AmaMundi Editore e la nostra collana La Mangouste Curieuse. All’inizio volevamo semplicemente creare i libri che avremmo voluto avere per rispondere alle domande di nostro figlio. Poi ci siamo accorti che quel bisogno era condiviso da tante altre famiglie e il progetto ha iniziato a crescere.


2. Spiegare la scienza ai più piccoli richiede un equilibrio tra rigore e semplicità. Qual è la magia o la “ricetta” che vi permette di trasformare concetti complessi nei libri de La Mangouste Curieuse?

Parallelamente alla creazione della collana abbiamo sviluppato un vero e proprio metodo editoriale, nato dalla nostra convinzione che i bambini siano in grado di comprendere concetti anche complessi, se spiegati con lo strumento e il metodo adeguati.

Utilizziamo frasi brevi e un linguaggio diretto, con l’obiettivo di rispettare il ritmo di apprendimento dei bambini, mantenere viva l’attenzione e facilitare la comprensione. Evitiamo l’uso di metafore e similitudini perché vogliamo spiegare i concetti per quello che sono, rendendoli accessibili ai bambini senza alterarne il significato. Per lo stesso motivo utilizziamo un linguaggio diretto, senza giri di parole, così da favorire una comprensione chiara.

La parte più complessa è la scelta delle parole. Ogni parola è lì per un motivo preciso. Dedichiamo molto tempo a trovare il termine più adatto, quello che permetta di essere rigorosi dal punto di vista scientifico ma allo stesso tempo comprensibili per un bambino. È probabilmente l’aspetto su cui lavoriamo di più.

Anche la forma ha un ruolo fondamentale. I testi sono impaginati con criteri di leggibilità inclusiva, utilizzando caratteri altamente leggibili e un’ampia spaziatura tra le righe per rendere la lettura più fluida e favorire il riconoscimento delle lettere. Le illustrazioni sono essenziali e minimaliste: accompagnano il testo, guidano la comprensione e aiutano il bambino a concentrarsi sul concetto, senza sovraccaricarne l’attenzione.


3. I vostri libri sono pubblicati in italiano, inglese e francese. Che valore aggiunto porta l’approccio multilinguistico nei piccoli lettori quando si parla di scienza?

Vivendo in Svizzera, il multilinguismo fa parte della nostra quotidianità. Per questo ci è sembrato naturale pubblicare ogni libro in tre lingue: l’italiano, che è la nostra lingua madre, il francese, la lingua della regione in cui viviamo, e l’inglese, che è la lingua internazionale e quella della comunità scientifica.

La scelta, però, va oltre una semplice traduzione. In Svizzera molte famiglie sono bilingui o multilingui, oppure parlano in casa una lingua diversa da quella utilizzata a scuola. Offrire lo stesso libro in più lingue permette ai genitori di leggere ai propri figli nella loro lingua madre, quella con cui spesso condividono emozioni, racconti e momenti di lettura. Allo stesso tempo, possono utilizzare il libro anche nella lingua del luogo, aiutando il bambino a familiarizzare con il vocabolario che incontra ogni giorno a scuola.

Per i bambini più grandi, invece, i libri possono diventare anche uno strumento per avvicinarsi a una seconda o a una terza lingua. Ritrovare gli stessi concetti già conosciuti in un’altra lingua rende la lettura più semplice e naturale e permette di ampliare il lessico senza la sensazione di dover “studiare”.

C’è poi un altro aspetto a cui teniamo molto: la scienza è un linguaggio universale. Le leggi della natura sono le stesse ovunque nel mondo e poter leggere gli stessi concetti in lingue diverse aiuta i bambini a costruire collegamenti tra le parole, i concetti scientifici e le diverse culture. In definitiva, il nostro obiettivo non è soltanto rendere la scienza accessibile, ma renderla accessibile a più bambini possibile, indipendentemente dalla lingua che parlano a casa o a scuola.


4. Quali sono state le sfide più grandi e le soddisfazioni più belle nel lanciare un progetto editoriale da zero in questo settore?

La sfida più grande è stata costruire tutto da zero. Quando abbiamo iniziato non c’era solo da scrivere dei libri: abbiamo dovuto imparare ogni aspetto del mestiere. Dalla scrittura all’impaginazione, dalle illustrazioni alla grafica, dalla produzione al marketing, dalla realizzazione del sito fino alla gestione degli ordini, della logistica e dei rapporti con librerie e distributori. È stato un percorso fatto di continui apprendimenti, errori, tentativi e miglioramenti. Ma è proprio questo che rende ogni traguardo così speciale. Sapere di aver costruito tutto con le nostre forze e vedere il progetto crescere, passo dopo passo, è una soddisfazione enorme. E continuiamo ancora oggi a imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.

Le soddisfazioni più grandi, però, arrivano soprattutto dall’incontro con le famiglie. Durante le fiere capita spesso di parlare con genitori che ci raccontano l’entusiasmo dei loro figli o di ricevere messaggi in cui ci dicono che uno dei nostri libri ha aiutato un bambino a leggere con maggiore fluidità o ha acceso la sua curiosità verso un argomento scientifico. Sapere di aver stimolato la curiosità di un bambino, di averlo avvicinato alla lettura o di aver aiutato una famiglia a rispondere a un suo “perché?” è ciò che ci ripaga di tutta la fatica, delle difficoltà e dei momenti di frustrazione che inevitabilmente fanno parte di questo percorso. È il motivo per cui continuiamo a fare quello che facciamo.


5. Cosa c’è nel futuro de La Mangouste Curieuse? Quale “perché” dei bambini vi piacerebbe trasformare nel vostro prossimo libro?

Il nostro obiettivo è continuare ad arricchire la collana con nuovi libri che approfondiscano altri temi della scienza e del mondo che ci circonda. Abbiamo un nuovo volume in uscita a brevissimo e altri sono già in fase di scrittura. Le idee non mancano e i “perché?” dei bambini sono praticamente infiniti.

Più che rispondere a una singola domanda, vorremmo costruire una collezione che accompagni i bambini nella scoperta del mondo, un argomento alla volta. Ogni libro aggiunge un tassello a quelli precedenti e contribuisce a costruire una comprensione sempre più ampia della realtà.

Il nostro obiettivo, però, va oltre l’avvicinare i bambini alla scienza. La scienza, per noi, è il mezzo, non il fine. La utilizziamo come strumento per aiutare i bambini a sviluppare il pensiero critico: imparare a osservare, a farsi domande, a cercare risposte, a distinguere i fatti dalle opinioni e a costruire il proprio modo di ragionare. Se, dopo aver letto uno dei nostri libri, un bambino non solo ha imparato qualcosa di nuovo, ma guarda ciò che lo circonda con ancora più curiosità, spirito di osservazione e voglia di conoscere, allora sentiamo di aver raggiunto il nostro obiettivo.

 

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